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5 Agosto 2026 da Redazione

L’estate è già fuori: tra Pastene, Budapest, Ceuta e Pulkau

L’estate è già fuori: tra Pastene, Budapest, Ceuta e Pulkau
5 Agosto 2026 da Redazione

C’è un’estate che, quest’anno, non si racconta in un solo posto. Si racconta in valigie fatte e disfatte, in lingue diverse, in un cortile di pietra che si riempie di voci nuove e in una sala di ricevimento istituzionale dove trenta ragazzi ascoltano, forse per la prima volta, che una città intera si è preparata per accoglierli. Si racconta a Pastene, a Budapest, a Ceuta, a Pulkau — e in tanti altri luoghi meno visibili, dove singole persone stanno vivendo, da sole o quasi, la loro parte di questa stessa storia.

Perché quest’estate Immaginaria non ha semplicemente “portato avanti dei progetti”: ha lasciato che i giovani con cui lavora ogni giorno scrivessero un pezzo diverso della stessa idea. Mobilità, apprendimento non formale, rigenerazione, sostenibilità, crescita di comunità: sono parole che usiamo spesso, ma che quest’estate hanno preso la forma di persone precise, con un nome, un volo prenotato, un’ansia della vigilia e — ce lo auguriamo — la sensazione, al ritorno, di essere cambiati un po’.

Budapest, dove il futuro si progetta insieme

A Budapest, dal 19 al 26 luglio, un nostro gruppo ha preso parte allo scambio giovanile “Future Eco-friendly Entrepreneurs”, nell’ambito del programma Erasmus+ Gioventù, con il supporto di Be Best Hungary. Un cantiere di idee: giovani di paesi diversi seduti allo stesso tavolo a immaginare imprese sostenibili, a discutere di come si combatte la disoccupazione giovanile non con le lamentele ma con progetti concreti. Si sono confrontati e hanno scoperto competenze pratiche di imprenditoria eco-friendly e sociale. È lì, in quelle discussioni informali fuori dai laboratori ufficiali, che spesso nasce la parte più vera dell’apprendimento.

Ceuta, l’abbraccio di una città

Più o meno nello stesso periodo, dal 13 al 20 luglio, altri nostri ragazzi si trovavano a Ceuta, alle Cabañas Miguel de Luque, insieme a coetanei spagnoli e francesi: trenta giovani, un’unica settimana, organizzata dalla Casa de la Juventud di Ceuta insieme all’ente Intercambia, con il coinvolgimento della Consejería di Commercio, Turismo, Impiego e Sport e del Parque Marítimo del Mediterráneo. Il gruppo è stato accolto dalla consigliera all’Educazione, Cultura e Gioventù, Pilar Orozco, che ha aperto le porte della città a questi ragazzi e li ha invitati a viverla fino in fondo, a lasciarsi attraversare dall’inclusione e dalla diversità che Ceuta, terra di confine per definizione.

Pulkau, dove il digitale si mette in discussione

E c’è una strada che porta anche in Austria, a Pulkau, dove in questi giorni si sta svolgendo “GenAI: Digital Reality Check”, uno scambio giovanile Erasmus+ promosso dal Verein Europahaus Pulkau. Qui il tema non è la terra o l’impresa, ma la mente: come l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e i contenuti generati automaticamente stiano cambiando il modo in cui i giovani comunicano, si informano e partecipano alla vita sociale. Attraverso il gioco, l’arte e il confronto diretto, i partecipanti impareranno a muoversi nel digitale con più consapevolezza e spirito critico, portando a casa uno sguardo più attento su un mondo — quello online — che spesso diamo per scontato.

Pastene, un borgo che si mette in gioco


E poi c’è Pastene. Un piccolo borgo del Sannio che dal mese di luglio sta accogliendo giovani tra i 15 e i 17 anni, arrivati da paesi diversi, organizzando dei campi di volontariato. I volontari stanno dormendo negli appartamenti del centro storico, secondo la formula dell’albergo diffuso, lavorano agli spazi interni e esterni del Borghetto, e stanno incontrando anche giovani del territorio, in un intreccio di sguardi e contaminazioni. Un vero e proprio impulso rigenerativo per la comunità.

Il Borghetto è una vecchia casa rurale acquistata dalla cooperativa Immaginaria nel 2025, che da mesi sta rinascendo grazie al lavoro di volontari locali di ogni età. E tra quei volontari locali di ogni età che da mesi lavorano al Borghetto, ci sono anche i ragazzi del Servizio Civile Universale, Alberto Saldutti e Gianfrancesco Cataldo, che riescono a sincronizzare il loro tempo con le richieste di Immaginaria.

Accanto a queste esperienze più visibili, ce ne sono altre che si muovono con passo più discreto, ma non per questo meno importanti. In parallelo si è avviato il Corpo Europeo di Solidarietà, ospitando Julia Zalutskaya e Diana Ezera che hanno impegnato (Diana tutt’ora) il loro tempo in pratiche a favore della comunità.

E c’è anche Miriam Palomo Diaz che, grazie al programma Erasmus for Young Entrepreneurs, sta affiancando la cooperativa anche dal punto di vista gestionale, favorendo lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali.
Sono storie che non fanno rumore, ma che appartengono alla stessa trama: quella di persone che si spostano e con coraggio si mettono alla prova.

 

Un’unica estate, tante strade per un Estate Immaginaria

Uno scambio sull’imprenditoria sostenibile in Ungheria, un abbraccio di inclusione a Ceuta, un approfondimento sull’intelligenza artificiale in Austria, un borgo che rinasce a Pastene grazie a mani arrivate da tutto il mondo, volontarie e volontari che si costruiscono un pezzo di futuro attraverso il Corpo Europeo di Solidarietà e il servizio Civile Universale: sono tutte strade diverse, partite da punti diversi della mappa, ma che raccontano tutte la stessa cosa. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma questa estate, già fuori, ci fa pensare a come le cose, quando si lasciano andare oltre i confini di casa, tornino sempre più grandi di come sono partite.

Approfondimento a cura di valentina leone
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