C’è chi a Plovdiv ha scoperto che un quartiere un tempo chiamato “Toilet Quarter” può diventare il salottino più cool della città. E c’è chi si è ritrovato a collaborare con ragazzi da tutta Europa su progetti culturali, scoprendo qualcosa di sé che ancora non sapeva di avere.
Sono queste le storie che, Loris Del Monaco e Davide Mariniello, ci hanno riportato a casa dall’11 al 20 gennaio 2026, dove hanno partecipato — in rappresentanza di Immaginaria — a “School of Culture“, un Training Course Erasmus+ dedicato alla formazione di giovani leader nel settore culturale e creativo.
Il progetto si è svolto a Plovdiv, la città più antica d’Europa e Capitale Europea della Cultura 2019: una cornice tutt’altro che casuale per un percorso nato dalla consapevolezza che molti giovani appassionati di cultura faticano ad acquisire gli strumenti pratici per trasformare le proprie idee in progetti concreti. Trentasei partecipanti, nove paesi, design thinking, ecosystem mapping — e qualche legame destinato a durare ben oltre i dieci giorni in Bulgaria.
Abbiamo chiesto a Loris Del Monaco e Davide Mariniello di raccontarci com’è andata.
Com'è stato immergersi in quel contesto insieme a più di 30 giovani da 9 paesi diversi? Il programma ha adottato approcci creativi come il design thinking e l’ecosystem mapping per stimolare l’innovazione. Quale è lo strumento più utile che hai ritrovato in questa formazione e che pensi possa essere utile per la cooperativa?
LORIS DEL MONACO. Immergersi nel training “School of Culture” a Plovdiv, con così tanta varietà di partecipanti e relatori, è stato davvero un’esperienza particolare e di grande rilievo. Sicuramente ha giovato la grande diversità di background, luoghi di provenienza, curricula ed età. Come parte di Immaginaria, da parte nostra abbiamo presentato il caso studio del “Borghetto”, che può essere benissimo inserito in un discorso più ampio di interesse generale, come progetto di riqualificazione e rivalorizzazione di spazi nelle aree rurali. Durante i vari seminari, tenuti da esperti del settore della progettazione, della comunicazione, manager e operatori nel campo culturale, abbiamo potuto apprendere i molteplici approcci alla materia. Facendo tesoro della loro esperienza, abbiamo poi lavorato in gruppi per studiare e ripensare i diversi casi studio, analizzandone opportunità e criticità. La cosa più stimolante è stata senza dubbio il mettersi alla prova in un periodo di tempo, sebbene davvero intenso, cercando di rendere le proposte emerse le più innovative e soprattutto convincenti possibili, proprio come farebbe un esperto del settore culturale. Le diverse sfide qui erano proprio quelle della fase embrionale: l’ideazione e la nascita di un progetto, che deve ricevere e dare valore per poter trovare il proprio spazio nel “mondo”. Lo spunto più utile che ho trovato durante il training è stato proprio questo: la possibilità e la voglia di esprimersi, che deve essere di comune intesa tra chi propone e chi fruisce di un progetto. La rilevanza sociale può davvero crearsi da questo primo assunto. In un’ottica fruibile per la cooperativa immaginaria l’eco system mapping e l’importanza del cultural management sono sì strumenti utili per possibili sviluppi, ma credo che questi potrebbero coadiuvare con il sistema di networking, di intesa comunitaria creatosi proprio in quei di Plovdiv.
"School of Culture" nasce per dare strumenti concreti a chi vuole trasformare idee culturali in progetti reali. Come è stata questa tua prima esperienza con Immaginaria?
DAVIDE MARINIELLO. Oramai dopo i trenta anni e senza aver avuto un percorso universitario, mai avrei potuto immaginare di partecipare ad un programma Erasmus… E invece questa improvvisa opportunità si è presentata grazie alla Cooperativa Immaginaria e non avrei mai pensato che sarebbe stata così importante e indelebile. Sono stato “riportato” in un certo senso tra i banchi di scuola, a collaborare su progetti con ragazzi provenienti da tutta Europa, un divertente mix di stimoli, idee, esperienze che è riuscito anche a tirare fuori qualcosa dentro di me ancora nascosto. I legami che poi si sono creati con alcuni dei partecipanti sono stati talmente forti da durare ancora adesso. Un’esperienza che può solo arricchire chi la vive e che dovrebbe essere una delle priorità base di una sana società. Non posso fare a meno di consigliarla.
Tornato a casa, c'è qualcosa che hai imparato a Plovdiv che vorresti mettere in moto sui nostri territori?
DAVIDE MARINIELLO. Ripensando all’esperienza di Plovdiv mi è rimasta particolarmente impressa la storia del Quartiere di Kapane. Considerato da sempre un’area degradata, definita addirittura come il “Toilet Quarter” della città, con la nomina di Plovdiv Capitale europea della cultura 2019 c’è stata la rinascita. Una massiccia rivalutazione del posto ha fatto in modo che siano sorti ristoranti, locali, vinerie, tutto incorniciato da lucine colorate e stupendi murales. In pochi anni Kapane è diventato così il quartiere più turistico della città assieme alla Old Town, il Centro Storico. Una trasformazione totale, frutto dei finanziamenti, ovviamente, ma soprattutto al modo in cui questi sono stati utilizzati: da “Toilet Quarter” a “Salottino cittadino”, un ottimo modo per pubblicizzare la città, stimolo che ognuno dovrebbe far proprio, a dimostrazione di quanto le idee possano influire concretamente, specialmente nelle nostre aree.
Le storie che Loris e Davide ci hanno riportato da Plovdiv non sono semplici ricordi di viaggio, sono semi, perché qualcosa di simile, a modo suo, sta già accadendo anche da noi.
Si chiama Borghetto, e sta lentamente prendendo forma. Nella frazione di Pastene, in un piccolo paese del Sud Italia, inizia a respirare un progetto di rigenerazione culturale e sociale che parte esattamente dallo stesso assunto che Loris ha incontrato a Plovdiv: la rilevanza sociale nasce quando chi propone e chi fruisce si muovono nella stessa direzione.
La strada è lunga, ma la direzione è chiara. E certi viaggi, si sa, servono proprio a questo: tornare a casa con gli occhi un po’ diversi.
Intervista a cura di Valentina Leone.


